Trattamenti

I denti e lo stress: come risolvere il bruxismo

Bruxismo: lo stress che si riflette sui denti

È noto come lo stress, oltre a provocare stanchezza e incidere negativamente sul tono dell'umore, abbia ripercussioni anche sul benessere corporeo. Anche denti e gengive non sono immuni ai suoi effetti. Uno dei disturbi più frequenti che li coinvolge è il bruxismo. Si tratta del digrignamento dei denti - che avviene anche di giorno, ma in particolar modo durante il riposo notturno - provocato dall'involontaria contrazione dei muscoli deputati alla masticazione. L'ansia, il nervosismo, l'eccitazione e le preoccupazioni accumulate durante la giornata impediscono al soggetto di rilassarsi completamente generando uno stato di tensione che lo spinge a serrare le arcate dentarie (bruxismo silenzioso), a farle sfregare tra loro (bruxismo rumoroso) o a fare entrambe le cose (bruxismo misto).

Bruxismo: come riconoscerlo

Il più delle volte non ci si rende conto di soffrirne: capita sovente che la persona che condivide il letto con noi noti il tipico rumore da sfregamento tra le arcate dentarie e ci allerti, spingendoci ad indagare più a fondo. Una visita dal dentista è sufficiente a porre la diagnosi: un professionista qualificato è in grado di comprendere la natura del disturbo analizzandone i sintomi tipici e gli effetti immediatamente visibili su denti e gengive. Ma quali sono, appunto, i sintomi? In primo luogo, una sensazione di indolenzimento e dolore a livello delle mascelle che si irradia spesso alle tempie e/o al collo, per effetto della contrazione muscolare continua. Questa sensazione è particolarmente fastidiosa al risveglio e può accompagnarsi a mal di testa e, nei casi più seri, a dolore alle orecchie e vertigini. Ancora, si può riscontrare difficoltà ad aprire completamente la bocca e a masticare; i denti possono inoltre risultare particolarmente sensibili al caldo e al freddo a causa dell'usura provocata dallo sfregamento/digrignamento. Anche le gengive subiscono il contraccolpo di questa involontaria abitudine, tendendo a sanguinare e a infiammarsi con estrema facilità. Nei casi più gravi si assiste anche ad una progressiva recessione: le gengive si "ritirano" lasciando scoperto il colletto dentale. I denti, con il passare del tempo, diventano mobili e rischiano di cadere. Che fare, dunque? Fortunatamente il bruxismo è un fenomeno arginabile. Una chiacchierata con il tuo dentista, accompagnata da una visita accurata, consentirà di scegliere quale rimedio adottare per limitare i danni. Le sue competenze gli permetteranno di valutare quale sia il grado di gravità del problema e di prendere provvedimenti tempestivi. Il trattamento d'elezione in questi casi è l'utilizzo di un bite durante le ore notturne. Si tratta di una "mascherina" da applicare direttamente su una o entrambe le arcate dentarie che impedisce la frizione tra i denti e, quindi, ne limita l'usura. Favorisce inoltre il progressivo rilassamento dei muscoli con conseguente sollievo e riduzione della tensione dolorosa. II bite possono essere costituiti da materiali duri o morbidi. I primi sono generalmente in resina e vengono creati su misura seguendo la dentizione di chi li adopererà; i secondi, di materiali duttili ed elastici, sono invece universali e automodellanti, per cui si adattano a chiunque. Sarà il dentista a consigliarti la tipologia più adatta al tuo caso e a indirizzarti per il meglio

Denti e stress: non solo bruxismo

A supporto di questo prezioso alleato, sono utilissime tutte le pratiche volte al rilassamento quali lo yoga, la meditazione, il pilates. Più semplicemente, in mancanza di tempo, dedica semplicemente del tempo ad attività piacevoli che ti permettano di distenderti e rallentare il ritmo della vita quotidiana. Al giorno d'oggi, sono pochissime le persone immuni allo stress. Se non sei tra queste e ti accorgi di digrignare i denti, evita di temporeggiare: la soluzione è a portata di mano! Rivolgiti con fiducia al tuo dentista, prenditi del tempo per parlargli dei tuoi disturbi e per studiare insieme le soluzioni più adatte a risolverli.
Usare correttamente il filo interdentale

Da Pretty Woman a noi: il filo interdentale

Il più bel sorriso del cinema e di tutti i tempi? Senza dubbio appartiene alla bellissima Julia Roberts, protagonista del romanticissimo film Pretty Woman. La pellicola del 1990, affronta diverse tematiche. Dalla trama inizialmente drammatica, si rivela una straordinaria ed intramontabile storia d'amore. Tra abiti eleganti e dei migliori brand, luoghi incantati e raffinati, c'è tempo anche per scene divertenti ma altrettanto educative. Ricorderai sicuramente la scena in cui Vivian, la protagonista, si chiude in bagno per lungo tempo. Un Edward preoccupato, interpretato dall'affascinante Richard Gere, spalanca la porta e la sorprende mentre utilizza scrupolosamente il suo prezioso filo interdentale. Immancabile nelle occasioni importanti, il pratico nastro in nylon rappresenta il miglior alleato per il suo sorriso. Il filo interdentale, infatti, è molto più efficace del classico spazzolino. Rimuove la placca ed eventuali residui di cibo al margine gengivale e tra i denti. Riduce le patologie infiammatorie e la formazione della carie. Utilizzalo una volta al giorno, preferibilmente la sera prima di andare a dormire. Sarà il tuo migliore alleato contro la placca, potrai ridurre così la formazione di tartaro, gengiviti, parodontiti ed infiammazioni gengivali. Un corretto uso del filo interdentale non causa sanguinamenti e rimuove efficacemente i responsabili delle peggiori malattie del cavo orale. In commercio potrai trovarne di due tipi:
  • multifilamentare o in nylon (come quello utilizzato da Julia Roberts nel film). Lo trovi con o senza cera ed in vari gusti, come al mentolo o alla fragola. E' abbastanza fragile e tra i denti più stretti ed i punti di contatto, potrebbe sfaldarsi o addirittura rompersi;
  • monofilamentare o PTFE, più resistente e costoso

Come usare il filo interdentale

Utilizza il filo interdentale solo se hai completato la dentizione permanente, se lo spazio tra i denti non è particolarmente largo e se non è prevista alcuna estrazione a breve Per cominciare:
  • utilizza 45 cm di nastro ed arrotolane gran parte sul dito medio di ogni mano. Lascia appena qualche centimetro per lavorare sulla tua dentatura
  • Tieni il filo teso tra il pollice e l'indice e fallo scivolare con molta delicatezza tra gli interstizi dei denti, con un movimento regolare, in avanti ed indietro. Non impiegare troppa forza perché il filo potrebbe accidentalmente sbattere contro le gengive e provocarti delle lesioni. Inoltre, potrebbe anche rompersi facilmente
  • A questo punto, curva delicatamente il filo, fino ad abbracciare il dente in una tipica forma a C. Per una corretta pulizia, sposta il nastro dalla gengiva verso il basso. In caso contrario, spingeresti la placca sulla superficie laterale del dente anziché rimuoverla definitivamente.
  • Esegui il movimento 4 o 5 volte e passa al dente contiguo. Fai attenzione a non traumatizzare la parte ed utilizza una nuova porzione di filo interdentale.
Procedi allo stesso modo per i denti dell'arcata superiore ed inferiore, ma fai particolare attenzione a quest'ultima ed alla forza che eserciti per entrare tra gli spazi. Ti consiglio di utilizzare lo spazzolino dopo l'uso del filo interdentale. In questo modo, rimuoverai ulteriori residui e lascerai alla tua bocca una piacevole sensazione di fresco e pulito. La pulizia regolare con il filo interdentale riduce gli appuntamenti dal dentista. Infatti, un'igiene orale incompleta, comporta la sedimentazione della placca e la mineralizzazione. In parole povere si forma il tartaro con gravi conseguenze per i tuoi denti. Una volta solidificato, potrai rimuoverlo solo con una pulizia dei denti professionale. Il filo interdentale ha un costo esiguo, lo trovi in farmacia ma anche al supermercato. La prevenzione ti risparmia dolore, viaggi dal dentista e soldi per una seduta completa o eventuali estrazioni fuori programma.

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Dentiere mobili Milano: maggiore igiene e pulizia quotidiana

La dentiera mobile è un impianto rimovibile che viene utilizzato nei casi in cui la dentatura originale è andata persa come alternativa alla dentiera fissa e alle più moderne protesi a carico immediato che hanno decretato il successo dell’implantologia. (altro…)

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La carie è una lesione del tessuto dentale causata da alcuni ceppi batterici, che sono in grado di distruggere e degradare la dentina. I batteri responsabili della carie creano così le classiche fessure nei denti, facilmente riparabili tramite un intervento di otturazione dentale, purché si abbia il buon senso e la prontezza di intervenire tempestivamente per curare la carie. (altro…)

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